Non sempre serve un aneddoto per parlare di un vino. E infatti non ho una scena pittoresca da raccontare, allora vado subito al sodo.
Ecco Feudo di Mezzo di Cottanera, un Etna DOC Rosso, che di sicuro non ha bisogno di una storia, ma vale la pena berlo e citarlo, eccome.

Feudo di Mezzo – Cottanera

Di Sud e di Sicilia ne bevo poco, lo ammetto. Devo migliora. In generale tendo a restare nella mia Campania, per affetto e abitudine. Ma ogni tanto guardare oltre le colline di casa fa bene, e l’Etna sa come farsi ricordare.

Feudo di Mezzo ha un colore rubino luminoso, quasi trasparente nella sua eleganza. Profumi delicati di fiori secchi che si mescolano a piccoli frutti rossi, e poi quella sfumatura minerale scura che ti fa dire “qui c’è il vulcano”. In bocca entra austero, con tannini fitti ma ben levigati, e una struttura importante che lascia il segno. La chiusura è lunga, quasi a ricordarti che questo è un vino nato per durare.

100% Nerello Mascalese da una sola contrada, Feudo di Mezzo, una delle zone più vocate del versante nord dell’Etna. Affina oltre un anno in botti di rovere francese e poi riposa in bottiglia per altri 18 mesi. Il risultato? Un rosso che unisce la forza del vulcano alla finezza di un grande terroir.

Cottanera lavora a pochi passi da quelle piramidi di pietra lavica che punteggiano i vigneti e raccontano secoli di colate. Il territorio qui è un puzzle di contrade, ognuna con la sua voce, e la Feudo di Mezzo suona decisamente in chiave elegante e longeva.

Anche senza una storia, Feudo di Mezzo di Cottanera fa parlare comunque di sé. Come un ottimo secondo che non necessita del contorno.

 

Vinoloquio