C’è chi in estate si concede solo insalate e vini bianchi ghiacciati – ne avevo già parlato – e poi ci sono io (e tanti altri) che davanti a un grande rosso non faccio un passo indietro, nemmeno con 35 gradi all’ombra.
Anche quest’anno l’imprevedibilità della stagione estiva con temperature gentili o addirittura alluvioni, ha reso tutto più semplice: come lasciarsi conquistare da un calice di Sapaio.

Sapaio 2020

L’occasione è stata una delle mie sortite all’Enoteca Tognoni di Bolgheri – un luogo che è ormai un po’ casa, dove si può bere bene, sperimentare, curiosare, senza ricarichi improbabili. Qui, tra scaffali che traboccano di etichette e prezzi ben in vista, mi sono fatta portare una bottiglia di Sapaio 2020.

Ok 100€, impegnativo, ma mantiene le promesse: corposità e soddisfazione, tanto equilibrio ma zero noia.

Il Sapaio è il “Grand Vin” dell’omonima cantina – Podere Sapaio – un IGT Toscana pensato con l’idea di creare un rosso capace di durare nel tempo. Il 2020 è un uvaggio di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, affinato 18 mesi in barriques. Colore rubino profondo, piccoli frutti neri, note speziate e un tocco balsamico. In bocca è strutturato, avvolgente, con tannini ben integrati e una persistenza da raccontare. L’ho abbinato a un grande classico della Toscana: tagliere di salumi e carne alla griglia. Scelta banale? Forse. Ma in Toscana certe cose non si discutono. E il matrimonio con il Sapaio è stato, semplicemente, perfetto.

Sapaio 2020 è un vino che racconta la sua terra senza timidezza: potente, elegante, longevo. Un abbraccio caldo che non conosce stagione. E se a qualcuno sembra azzardato gustare un simile rosso in piena estate… beh, dica pure quello che vuole. Io lo rifarei domani.

 

Nota per chi passa da Tognoni
Se posso dare un consiglio, chiedete uno dei tavoli piccoli per due, quelli proprio accanto alla scaffalatura delle bottiglie: mentre aspettate la portata successiva, potete far vagare lo sguardo tra etichette e prezzi, progettando già il prossimo calice o – perché no – il prossimo viaggio enologico.

Vinoloquio