A volte, il vino migliore è quello che non ti aspetti.
Ero a casa, un giorno qualunque di una sera qualunque, stanca, in cerca di evasione che ho trovato in un bel calice di rosso. Non ricordo nemmeno cosa ci fosse a cena – e questo la dice lunga – ma ricordo bene la bottiglia: Irpinia Aglianico DOC Ischa Piana 2020 di Salvatore Molettieri.
Conoscevo questa cantina di Montemarano per i suoi Taurasi, imponenti e longevi, ma ammetto che i “fratelli minori” come questo Aglianico ti conquistano in silenzio: più immediati, meno impegnativi sul prezzo (circa 18€), ma con una struttura che non fa rimpiangere certi giganti della denominazione.

Nel bicchiere, un colore rosso rubino vivo con riflessi violacei, profuma di ciliegia e marasca matura, con tocchi di spezie dolci, liquirizia e un fondo minerale scuro. In bocca è consistente ma equilibrato, intenso senza spigoli, con tannini presenti ma gentili. È un vino che sa stare in tavola e, come nel mio caso, può accompagnare anche una cena qualsiasi, diventando lui il vero protagonista.
Salvatore Molettieri ha trasformato nel 1983 l’esperienza contadina di famiglia in un progetto vitivinicolo di qualità, mettendo al centro l’Aglianico e il territorio di Montemarano. Dai vigneti a 400 metri di altitudine nascono vini che raccontano l’Irpinia più autentica, con la stessa radice agricola di un tempo ma con una visione internazionale.
Ischa Piana è la bottiglia che apri senza pensarci troppo e che, a fine serata, ti fa esclamare: “Però!”.

