Wilde ci ha scritto una pièce sull’importanza di chiamarsi in un certo modo, anche se a lui è servita per criticare la società vittoriana basata sull’apparenza, anche del nome appunto.

Qui invece, al contrario, c’è del vero. La promessa è realmente nel titolo, nel nome.

Ma tranquilli, non facciamo né critica letteraria, né una lezione sul vino nell’Antico Egitto (peccato, perché pitture e bassorilievi ci tramandano che gli Antichi se la spassavano con il nettare degli dei).

Questa è una storia che parla di bellezza e forza ed è proprio il nome a svelarci in anteprima tutto quello che troveremo nel nostro calice.

Nefertiti Dizeta 2010 (Dizeta sta per dosaggio zero) è il Franciacorta di Vezzoli, fine ed elegante infatti, ma con una struttura tale da poter accompagnare il vostro pasto. 30€ circa per sentire il fascino faraonico di Nefertiti, la bella è arrivata per gli Egizi (!).

Vinoloquio

Prodotto con uve 100% Chardonnay, Nefertiti segue il metodo Solouva, secondo la filosofia della cantina. No, quindi, all’utilizzo di zuccheri esogeni, ma solo mosto d’uva autoprodotto in rifermentazione. Ok, il metodo Solouva meriterebbe più spazio, ma non ora, non qui…

La regina egizia scomparve prematuramente e in circostanze misteriose, attenzione però perché anche il vostro Nefertiti potrebbe finire prima del previsto ma le circostanze vi saranno sicuramente note.

Love in a glass
Love in a glass